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Utente: melogrande
Nome: Francesco
Un'anima in viaggio, un po' autocentrata, ma non arida. Un temporale di marzo, a volte.

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domenica, 18 ottobre 2009
Un buon e/vento

 
 


Vento, oggi.
Lo sento addosso, la pressione sul viso, sul corpo sulle gambe, spinta costante e non ostile, come la forza di un abbraccio di quelli che ti avvolgono tutto, un’ abbraccio dell’ infanzia quando noi eravamo piccoli e grandi i grandi.
Alle orecchie è un sussurro e non urlo né sibilo, non è cattivo, è il sussurro sommesso d' un passato dimenticato qui dove il vento non soffia mai, un passato che all’ improvviso ritorna, ed è come se tutti questi anni e tanta vita in mezzo non fossero mai stati.
Tira vento e volteggia e s’ attorciglia, e muove l’ aria.
Solleva frammenti di ricordi e particelle di memoria che restano a mezz’ aria e scintillano per un solo istante, come quando la polvere nell’ aria attraversa un raggio di sole, l’ unico, che entra nella stanza buia da una fessura o dalla persiana accostata.
Un bagliore che svanisce in un attimo, ma è abbastanza.

Il vento batteva la scogliera, ed io l’ osservavo, seduto sul motorino, quelle sere in cui non c’ era voglia di tornare a casa. Il vento portava forte l’ odore del mare sul Pier 39, il vento a Stare Miasto modellava corte gonnelline su lunghe candide gambe slave, il vento soffiava freddo e cattivo come un rettile pericoloso sull’ Hochlicht in pieno luglio, il vento sollevava neve fine come polvere su Princes Island in inverno, il vento alzava sabbia fine come nebbia nel mattino lattiginoso di Ruwais.
Il vento limpido e deciso girava attorno agli angoli della Sears Tower, quell' altro gentile e scherzoso mi circondò invece di foglie secche sul Sentiero dei Faggi fino a non vedere più nulla, eppure proteggeva, non minacciava, quasi giocasse a nascondermi come fanno i bambini sotto una coperta.
 
L’ amata lingua greca, capace di spiegare ogni cosa meglio di qualsiasi trattato, lo chiamava ànemos, il vento, e da ànemos deriva anima, ed animale ed ogni cosa animata, ed è la vita stessa che è vento, e c’è poco da aggiungere.
 
Vento che porta via l’ ansia se ce l’ hai o la fa arrivare se non ce l’ hai, ma adesso rasserena, è un momento, lo so, ma questo momento è un abbraccio affettuoso e fraterno, famiglia come c’ era una volta, là dove ci si poteva lasciare andare, nessuno ti avrebbe fatto male, nemmeno un turbamento passeggero. Confidenza ed intimità, mi lascio scompigliare i capelli persino, da ragazzo non lo sopportavo.
 
Mi sento a casa, da tanto non mi succedeva.
 

 
 
 
 
 
 

Postato da: melogrande a 10:55 | link | commenti (13)
ricordi, momenti, diramazioni


Commenti
#1    18 Ottobre 2009 - 11:14
 
ànemos.....anche da me
:*
*O

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#2    18 Ottobre 2009 - 11:19
 

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#3    18 Ottobre 2009 - 12:28
 
Vero, Orsa, non mi ero accorto !
( il tuo blog non sempre riesco a vederlo, a seconda di dove sono molti filtri lo considerano ... come dire ? sconveniente ?).

C' è anima e vento in tutto quello che scrivi, come sempre.


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#4    18 Ottobre 2009 - 12:31
 

hahhh..si...essere sinceri spesso viene considearata" cosa sconveniente"...
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#5    18 Ottobre 2009 - 13:07
 
Sì il vento è l'anima. Ciò he agita uomini e cose. Fortemente evocativo, forse perché trascina con se parole lontane, pensieri che partoriti si lasciano trasportare da lui per raggiungere come pollini altre anime, altre menti per una continua ed incessante generazione. Mai ultima, mai prima.
L'altro giorno sentivo forte il vento di maestro che batteva il milanese e mi sono piantato sulla banchina del binario 11 e ho tentato d'isolare quelle voci, tra il bailame d'annunci e il rumore del traffico cittadino.
E ho risentito di nuovo quell'animo che mi alimenta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente capehorn

#6    18 Ottobre 2009 - 16:32
 
 
Je n'ai pas peur de la route 
Faudrait voir, faut qu'on y goûte 
Des méandres au creux des reins 
Et tout ira bien là 
Le vent nous portera 

Ton message à la Grande Ourse 
Et la trajectoire de la course 
Un instantané de velours 
Même s'il ne sert à rien va 
Le vent l'emportera 
Tout disparaîtra mais 
Le vent nous portera 

La caresse et la mitraille 
Et cette plaie qui nous tiraille 
Le palais des autres jours 
D'hier et demain 
Le vent les portera 

Génetique en bandouillère 
Des chromosomes dans l'atmosphère 
Des taxis pour les galaxies 
Et mon tapis volant dis ? 
Le vent l'emportera 
Tout disparaîtra mais 
Le vent nous portera 


Ce parfum de nos années mortes 
Ce qui peut frapper à ta porte 
Infinité de destins 
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient? 
Le vent l'emportera 

Pendant que la marée monte 
Et que chacun refait ses comptes 
J'emmène au creux de mon ombre 
Des poussières de toi 
Le vent les portera 
Tout disparaîtra mais 
Le vent nous portera 
utente anonimo

#7    18 Ottobre 2009 - 16:55
 
è un post meraviglioso.
e i noir...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Morfea77

#8    18 Ottobre 2009 - 21:52
 
  ...  in fondo la natura di noi nomadi non è figlia del vento?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente feritinvisibili

#9    18 Ottobre 2009 - 22:15
 
Io nel vento ci sono nato. Era un vento che proveniva da Nord-Ovest e piegava gli alberi e modellava le rocce. Sono vissuto col vento e col mal di gola. Forse per questo ho scelto di lavorare in una città senza vento. Poi ho conosciuto il vento di tante altre città, di tanti altri mari e montagne e ho imparato ad amarlo: perché il vento è vita, un vorticare di semi, pollini, insetti, uccelli, la vita di un mondo visibile e invisibile che si muove e continua a esistere.
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#10    18 Ottobre 2009 - 22:32
 
.. accompagna la vita.. fino a diventarne complice..
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#11    20 Ottobre 2009 - 11:50
 
mi piace questo topic
perché hai travasato in esso
quasi per miracolo
(giacché ti capita raramente) 
un pizzico di "nomadicità" primitiva
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#12    28 Ottobre 2009 - 18:24
 
Scusate il ritardo.

Si, credo che vento e nomadismo siano in qualche modo imparentati, è una bella intuizione questa.
Segnale di vita come un torrente rispetto ad uno stagno.

ps
non pensavo che così tanti si ricordassero dei Noir Desir, sono fortunato ad avere dei frequentatori così

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#13    30 Ottobre 2009 - 20:33
 
sono d'accordo:)
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Commenti


 
 
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